giovani �� il pubblico ballo, maggiormente quello di una grande citt��, dove vi si slancia una folla ardente e vivace, avida di trovare il piacere nell'ebbrezza della danza.
Per�� i genitori potranno accompagnarvelo se il desiderio di curiosit�� del figlio loro si mantenga come un'idea fissa.
I piaceri che si provano invece frequentando le feste di famiglia ed i piccoli giuochi di societ�� sono molto pi�� innocenti e dovransi accordare di buon grado perch�� sollevano lo spirito giovanile.
�� in queste riunioni che il giovane si reca volentieri perch�� sa di trovare l'oggetto dei suoi pensieri, e i suoi pi�� rosei sogni giovanili. La danza per questa et�� �� un divertimento carissimo, perch�� possono far pompa della loro abilit�� ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione nascente, che se si mantiene nei limiti �� una leggiera alterazione dell'amor proprio. A questi convegni intervengono sempre amici di casa, per cui la decenza e il pudore non hanno nulla a soffrire. Ne risulta quindi una gaiezza sincera e scevra di qualunque fine secondario.
Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi generi di piaceri fisici e morali. Raccomandiamo alla giovent�� i piaceri morali, perch�� oltre all'essere incancellabili, sono di utilit�� grandissima agli altri, e lasciano nell'anima una soddisfazione ed un contento grandissimo. Eccone un esempio.
Un beneficio �� sempre ricompensato.
RACCONTO.
Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al suolo. A tal vista Edmondo si avvicin��, e vista la faccia smunta e macilente di quel giovane infelice domand�� alla folla che gli era accaduto. �� ubbriaco, dicevano gli uni; �� uno stratagemma per carpirci qualche soldo; �� colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo esamin�� attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il poveretto:
--Largo, signori, concedetegli un po' di aria; quest'uomo �� estenuato dalla fame.
E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini:
--Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina osteria; gli faremo ingoiare qualcosa.
E seguiti dalla folla che benedicevano quel giovane pietoso, entrarono, e deposto l'affamato su una banca, Edmondo domand�� una tazza di brodo e un bicchier di vino del pi�� buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo vivificante, l'infelice apr�� gli occhi, sollev�� un po' la testa e compreso cosa eragli accaduto:
--Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio ve ne compenser��.--E a lenti sorsi trangugi�� il resto della bevanda ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiam�� l'oste, gli diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i pi�� sinceri usc��.
Intanto l'ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s'era impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, torn�� a casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L'indomani a' suoi amici, che gli domandavano perch�� non era intervenuto a una cos�� bella gita, raccont�� il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una cos�� rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d'una scampagnata.
--Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domand�� un amico.
--Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli.
--Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese, puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non �� tanto ben fornita, ma io la metto a tua disposizione!...
* * * * *
Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ci�� che le pareva colpevole. L'aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l'esercito disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di l�� colle proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti, non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni. E presolo per mano grid��: ?Guai a chi lo tocca! Questi �� un amico del povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di fame? E rivoltosi al giovane, dissegli: ?Venite, vi condurr�� a casa, questo quartiere non �� sicuro per voi!? Quell'operaio era l'affamato dell'osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval!
PARTE SECONDA.
*I piaceri della giovinezza e loro igiene.*
Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un limite ad esso, perch�� gli eccessi sono sempre funesti, e sono il pi�� delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per l'intiera vita.
Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un eccesso nel mangiare o nel bere?
Come si disse poi

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