Fino a Dogali

Alfredo Oriani

Fino a Dogali, by Alfredo Oriani

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Title: Fino a Dogali
Author: Alfredo Oriani
Release Date: September 4, 2007 [EBook #22501]
Language: Italian
Character set encoding: ISO-8859-1
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[Copertina]
OTTONE DI BANZOLE
(ALFREDO ORIANI)
FINO A DOGALI

MILANO
LIBRERIA EDITRICE GALLI
DI
C. CHIESA & F. GUINDANI
LIPSIA e VIENNA. F. A. Brockhaus--BERLINO. A. Asher e C. PARIGI. Veuve Boyveau--NAPOLI. Ernesto Anfossi
1889
[Occhiello]
FINO A DOGALI
[Frontespizio]
OTTONE DI BANZOLE
(ALFREDO ORIANI)
FINO A DOGALI

MILANO LIBRERIA EDITRICE GALLI DI CHIESA & GUINDANI
LIPSIA e VIENNA. F. A. Brockhaus--BERLINO. A. Asher e C. PARIGI, Veuve Boyveau--NAPOLI. Ernesto Anfossi
1889

[Verso]
PROPRIET�� LETTERARIA
Milano--Stabilimento Tip. E. Trevisini--Roma

DON GIOVANNI VERIT��

Casolavalsenio, 25 dicembre 1885.
I.
Sono caduto il giorno tre di questo mese nel pomeriggio. La giornata era fosca. Grosse nuvole oscillavano nel cielo sotto la pressione di un vento troppo alto per essere sentito. L'aria, ancora pi�� calda che umida, bagnava tutte le piante come di un sudore malato.
Nella caduta non ero solo, ma fortunatamente fui solo ad azzoppirmi.
Ed ecco come avvenne.
Non so bene se raccontando questo ubbidisca alla ridicola ed inesorabile vanit��, che ci spinge a farci centro del mondo e a trovare nella compassione o magari nel disprezzo della gente un sollievo ai nostri dolori. Soffrire non �� nulla, e sarebbe forse invidiato, se tutti dovessero accorgersi delle nostre sofferenze e stimarci pi�� di prima, e sopratutto pi�� di s�� stessi. La nostra personalit�� afflitta nel corpo cerca compensi nell'anima e, poich�� questa vale pi�� di quello, tira a credere e a far credere che gli spasimi fisici abbiano, per chi patisce e per chi vede patire, valore morale.
Invece non hanno significato che per la patologia.
Avvenne cos��.
La sera al caff�� piccolo e fumoso, pieno di braccianti, dove vengo a passare la prima parte della notte quando villeggio a Casola, alcuni gruppi di giovinotti, vantando mandati di Societ�� Operaie, erano venuti a scongiurarmi di rappresentare Casola ai funerali di Don Giovanni Verit��. Il Municipio, dominato da tutte le bigotterie e le imbecillit�� proprie dei contadi, non osava andare a Modigliana. L'arciprete, il priore, i grossi elettori montanari sempre padroni, avrebbero urlato d'indignazione se Casola fosse stata ufficialmente rappresentata alle esequie di un prete, che aveva avuto il torto di salvare la vita a Garibaldi. Gi�� nella folla, invece, alcuni vecchi garibaldini e molti giovani socialisti strepitavano incolleriti da una inerzia che avrebbe reso Casola ridicola presso tutti i comuni della provincia. Infatti i paesi di val di Senio, val di Lamone e val di Santerno avevano aderito o si preparavano a mandare rappresentanti e bande musicali ai funerali dell'ultimo prete rivoluzionario. Nel caff�� il puzzo del carbone, il fumo delle pipe, il sito degli abiti, il fiato del vino bevuto, la veemenza delle parole e dei gesti mozzavano il respiro. La marea dello sdegno saliva.
Tutti i piccoli e fanatici odii municipali soffiavano in questa questione, della quale nessuno capiva la vera importanza. In fondo a tutti gli elogi prodigati al vecchio prete si sentiva ancora una diffidenza, quasi un disprezzo che non osava analizzare s�� stesso, ma che vibrava ad ogni ironia lanciata alla sua memoria da qualche scettico o avvinazzato. Don Giovanni era morto affermandosi prete, ma ricusando di smentire la propria vita politica per ricevere i sacramenti. I giornali della sera erano tutti pieni di commenti alla sua dichiarazione.
Io stavo leggendola. Non era gran cosa e non palesava n�� un gran carattere n�� una grande mente. Analizzandola attentamente molti sospetti ne venivano alla riflessione. Al capezzale di quel povero e semplice prete una fiera battaglia doveva essere scoppiata fra coloro, che mandati dal vescovado avrebbero voluto dal cappellano garibaldino una abiura di tutta la sua vita, e gli altri, rappresentanti officiali o officiosi del partito radicale, che dopo essersi serviti di Don Giovanni come di una catapulta per battere i molti bastioni del clericalismo paesano, avrebbero forse preteso da lui una dichiarazione d'incredulit��.
Avevo finito di leggere i giornali e ascoltavo distrattamente i discorsi. In essi n�� commozione n�� sentimento vero. Molti vantavano il coraggio e l'abnegazione di Don Giovanni, nessuno lo stimava buon prete.
--Se ti fossi trovato in punto di morte, chiesi al custode del camposanto, tremulo per le sbornie di giovent�� smesse un po' troppo tardi e ora vecchio bonario agitato tratto tratto da impeti liberaleschi: avresti chiamato Don Giovanni?
Egli si ferm�� di soprassalto. La gente non ci aveva udito, ma la mia domanda lo aveva percosso nel petto come una piattonata di sciabola.
Agit�� la testina
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