Cardello

Luigi Capuana
釬Cardello

The Project Gutenberg EBook of Cardello, by Luigi Capuana Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the copyright laws for your country before downloading or redistributing this or any other Project Gutenberg eBook.
This header should be the first thing seen when viewing this Project Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the header without written permission.
Please read the "legal small print," and other information about the eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is important information about your specific rights and restrictions in how the file may be used. You can also find out about how to make a donation to Project Gutenberg, and how to get involved.
**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts**
**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971**
*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!*****
Title: Cardello
Author: Luigi Capuana
Release Date: January, 2005 [EBook #7267] [This file was first posted on April 3, 2003]
Edition: 10
Language: Italian
Character set encoding: ISO-8859-1
*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, CARDELLO ***

Claudio Paganelli, Charles Franks, and the Distributed Proofreading Team. This book has been prepared in a project in common with Progetto Manuzio, http://www.liberliber.it

Luigi Capuana

CARDELLO

INDICE
I.--L'Orso peloso II.--Cardello entra in arte III.--Una recita straordinaria IV.--Un dramma V.--Il padre cappellano VI.--Una recita in parlatorio VII.--Una scoperta archeologica VIII.--Il capolavoro di Cardello IX.--Infortunio del lavoro X.--Speranze e dolori XI.--Abnegazione XII.--La fortuna di Cardello

I.
L'ORSO PELOSO.
Da tre giorni, nel paesetto non si parlava di altro che dell'arrivo del burattinaio.
Davanti al magazzino da lui preso in affitto, una folla di ragazzi faceva ressa per vedere i preparativi delle rappresentazioni, quantunque il portone socchiuso non permettesse di scorgere quel che colui stava ad armeggiare là dentro.
Si udivano frequenti picchi di martello, stridori di sega, brontolìi d'una voce arrochita che doveva essere del burattinaio, e, di tratto in tratto, i vagiti di una creaturina già vista più volte dai ragazzi in braccio alla giovine donna malaticcia che sembrava figliuola di quell'uomo e invece--così si diceva--ne era la moglie.
Se qualche ragazzo, più ardito o più impertinente, osava di ficcare la testa tra i battenti del portone socchiuso, o spingeva indietro la parte di esso scostata dallo stipite, un urlo o una parolaccia dall'interno lo faceva scappare sùbito via.
Ed era uno sbandarsi di qua e di là di tutta la ragazzaglia, appena il burattinaio appariva su la soglia, in maniche di camicia, coi lunghi capelli grigi in disordine, i calzoni malamente stretti ai fianchi da una larga cigna di cuoio, con la pipetta di radica tra i denti, che pareva dovesse bruciargli i baffi ispidi e folti e i peli della barba che gli si arricciavano e arruffavano sul mento.
I ragazzi lo avevano soprannominato Orso peloso sin dal primo giorno; ma poi si erano accorti che era meno orso di quel che immaginavano.
Si piantava a gambe larghe su la soglia, con le braccia dietro la schiena, tirando dense ondate di fumo dalla pipetta mezza carbonizzata; e, dopo aver guardato attorno, si rivolgeva a qualcuno di loro:
--Ehi, ragazzo! Vuoi comprarmi quattro soldi di chiodi simili a questo?--
E appena il chiamato si accostava accennando di sì, l'Orso peloso gli faceva una carezza, gli dava i soldi e il chiodo per mostra e soggiungeva
--Ti farò entrare gratis la prima sera dell'opera.--
Così Cardello, come lo chiamavano, aveva ricevuto l'incarico di parecchie commissioni, forse perchè il burattinaio, dall'aspetto vispo, di vero cardello, lo aveva giudicato il più intelligente e il più servizievole di tutti.
Cardello, appunto in quei giorni un po' disoccupato, passava gran parte della giornata, assieme con gli altri ragazzi, davanti al portone del magazzino. La sua curiosità era grande. Egli aveva sentito parlare tante volte dell'opera dei burattini, ma non l'aveva mai veduta. I burattinai arrivavano raramente in quel paesetto arrampicato in cima a una montagnola dove bisognava andare di proposito a scovarlo. E Cardello aveva appena dieci anni.
Tre o quattro commissioni rapidamente e bene eseguite lo avevano fatto entrare nelle grazie dell'Orso peloso.
Ora Cardello non stava più fuori, a spiare ficcando la testa tra i battenti del portone socchiuso. Andava e veniva affaccendato, perchè il burattinaio aveva continuamente bisogno di qualche cosa: d'una sbarra di legno, di quattro fogli di carta colorata, d'un litro di petrolio, di un po' di minio, d'un metro di nastro rosso, d'una matassa di spago, d'una cartata di tabacco per la pipa--e si faceva anche aiutare da lui nel rizzare in fondo al magazzino il palcoscenico.
Andando e venendo, Cardello passava con un sorriso di orgoglio e di sodisfazione tra i compagni affollati nella piazzetta, che lo tempestavano di domande:
--Hai visto i burattini?
--Sì; li abbiamo messi fuori dal cassone oggi.
--Belli?
--Alti quanto me. Paiono vivi; fanno paura.
--C'è, Pulcinella?
--E Colombina, e Tartaglia, e Peppe-Nappa, e il Mago, e il Drago, con la lingua rossa e gli occhi rossi, che muove la coda.
--Da sè?
--Da sè. Sono
Continue reading on your phone by scaning this QR Code

 / 29
Tip: The current page has been bookmarked automatically. If you wish to continue reading later, just open the Dertz Homepage, and click on the 'continue reading' link at the bottom of the page.